Chi cerca una Kawasaki Ninja 650 dal modello 2006 in poi deve prima fare una piccola gita nella nomenclatura Kawasaki. Dal 2006 al 2016 la 650 carenata si chiamava in Europa ER-6f, solo nel 2017 è diventata ufficialmente Ninja 650. Tecnicamente, però, un filo rosso attraversa l'intera famiglia: il bicilindrico parallelo raffreddato a liquido da 649 cm³, che non ha mai voluto fare la parte del piccolo motore supersportivo, ma ha convinto con un'erogazione accessibile, una tecnica semplice e una grande versatilità quotidiana. Nel 2009 è arrivato il primo aggiornamento, nel 2012 l'intervento decisamente più profondo con telaio riprogettato, aspirazione e scarico rivisti e modifiche a ciclistica ed ergonomia. La generazione 2012 ha centrato piuttosto bene l'idea di base della ER-6f. Il bicilindrico erogava 72,1 CV a 8.500 giri/min e 64 Nm a 7.000 giri/min, il serbatoio conteneva 16 litri e le gomme restavano 120/70 ZR17 davanti e 160/60 ZR17 dietro. Esteticamente la moto aveva un'aria decisamente sportiva, ma per ergonomia e ciclistica restava volutamente una stradale sportiva senza complicazioni. Per il 2017 Kawasaki ha dato un taglio molto più netto: la nuova Ninja 650 ha ricevuto un leggero telaio a traliccio, frizione assistita e antisaltellamento, e rispetto alla progenitrice ha perso circa 19 kg. A questo si aggiunge un'altezza sella ridotta di 790 mm, con cui dalla ER-6f, un po' più massiccia, è nata una moto sensibilmente più svelta.
Per il model year 2020 sono arrivati display TFT a colori, connettività Bluetooth, fari LED e un ritocco estetico, senza stravolgere il collaudato concetto di base. Dal 2023 il controllo di trazione KTRC fa parte della dotazione. Anche nel 2026 lavora ancora il bicilindrico 649; Kawasaki dichiara 68 CV a 8.000 giri/min e 64 Nm a 6.700 giri/min. Proprio questa continuità rende interessante la Ninja 650 usata: non si compra una mini ZX-6R esasperata, ma un bicilindrico stradale in abito sportivo, in cui le generazioni più recenti hanno ricevuto gradualmente più comfort ed elettronica senza complicare inutilmente il cuore meccanico.

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