La sella è morbida, il busto resta eretto e la distanza dal manubrio è piuttosto ridotta. La posizione in sella trasmette controllo e sicurezza, non da ultimo perché la Suzuki è decisamente snella. Si percepisce subito di avere sotto di sé una moto compatta. Con i miei 1,84 metri di altezza la SV-7GX in effetti non sembra troppo piccola, soprattutto grazie alla sella comfort montata, che alza l'altezza sella di due centimetri e mezzo. Quello che a me trasmette divertimento e spensieratezza, ai piloti davvero alti risulterà però semplicemente troppo piccolo e troppo basso.

Suzuki SV-7GX: come va la nuova crossover V2?
Di cosa è capace il vecchio motore in veste moderna?
La Suzuki SV-7GX riporta in vita il noto V2 e lo abbina a un concetto crossover svelto e confortevole. Ma che sensazioni dà davvero questa moto nell'uso quotidiano, in autostrada e nella guida veloce tra le serpentine?
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Schaaf
Pubblicato su 10/10/2026
Ergonomia della Suzuki SV-7GX: compatta, snella e rassicurante

Angolo delle ginocchia e posizione del busto con sella comfort per un'altezza di 184 cm
Primi metri con la Suzuki SV-7GX: andare in moto può essere così semplice
Ecco quanto può essere semplice e senza fatica andare in moto. A questa conclusione arriveranno in molti già nei primi metri con la GX. La frizione è leggera e ben modulabile, il motore fa le fusa in modo per nulla minaccioso e consente di aprire il gas con facilità e senza strappi. Già alla prima svolta è chiaro che non serve un manubrio largo per affrontare una curva senza alcuno sforzo. La SV-7GX è l'incarnazione dell'agilità, senza risultare instabile o nervosa. La posizione in sella rilassata e giocosa si traduce logicamente in una maneggevolezza altrettanto giocosa e leggera.
Quickshifter alla prova: un connubio riuscito tra tecnica vecchia e nuova
Molto meno logica, ma tanto più sorprendente e piacevole, è la solida prestazione del quickshifter. Il compito degli ingegneri non deve essere stato facile: sposare con successo un cambio elettronico moderno con un motore dell'età della pietra. Ed è esattamente ciò che è riuscito, senza dubbio. La pressione necessaria sulla leva del cambio in salita è proprio quella giusta. Le marce entrano in modo morbido ma abbastanza rapido e si innestano in modo piacevolmente percepibile. Lo stesso vale in scalata, anche se serve un filo di pressione in più sulla leva, per i miei gusti troppa.

Il motore funziona bene come una volta, ottimo quickshifter incluso
Un V2 raffinato con una spinta vigorosa dai bassi regimi
Colpisce inoltre quanto il V2 giri incredibilmente fluido, soprattutto quando si attraversa il centro abitato in 5ª marcia. Il motore è decisamente raffinato, tanto che qualcuno lo troverà sicuramente noioso. Sicuramente non noiosa è invece la spinta dai bassi regimi, che è davvero consistente. Quando, alla fine del centro abitato, si apre ulteriormente l'acceleratore elettronico, si viene ricompensati da un bel suono di aspirazione. Anche il rassicurante ticchettio del motore diventa molto più presente.
Il sound della Suzuki SV-7GX
Si potrebbe paragonare il sound a quello di una macchina da cucire tutt'altro che sexy, ma affidabile. A me però questo suono conservativo riporta alla mente ricordi meravigliosi: un indimenticabile viaggio in Alaska sulla V-Strom 650 e l'incoscienza giovanile in sella alla leggendaria SV 650. Probabilmente gioca un ruolo positivo anche il fatto di non avere tra le gambe l'ennesimo bicilindrico in linea, anche se, a dirla tutta, la maggior parte di questi produce in realtà un sound più bello.
Protezione aerodinamica e autostrada: turbolenze rumorose, niente cruise control, vibrazioni
È in autostrada che il piacere di guida viene offuscato di più. Come tante moto di questa categoria, anche la SV-7GX genera notevoli turbolenze attorno alla testa. Per fortuna queste causano principalmente rumori del vento forti e taglienti sotto il casco. Non sono abbastanza forti da far davvero ondeggiare la testa in modo significativo.
Questo giudizio va peraltro ridimensionato: da un lato era montato il cosiddetto parabrezza touring e non il cupolino standard più piccolo. Dall'altro, la GX dispone di altri due punti di fissaggio più alti per il parabrezza. Purtroppo il tempo del test non è bastato per una prova in tal senso. È però molto plausibile che in questo modo le rumorose turbolenze si possano eliminare. Il busto, tra l'altro, è ben riparato dal vento, sulle spalle si avverte solo un piacevole flusso d'aria.
Assolutamente non ridimensionabile è invece la mancanza del cruise control. Su una moto con ambizioni turistiche e ride-by-wire, rinunciare a questa funzione è piuttosto ridicolo. Per il resto in autostrada era tutto sostanzialmente a posto, solo l'avantreno a tratti risultava leggermente irrequieto. Se ciò dipendesse dal bauletto montato non è stato possibile verificarlo, così come non si è potuto capire se questa sensazione appena percettibile diventi a un certo punto un piccolo problema alle velocità delle autostrade tedesche. Alle velocità austriache la Suzuki non è piantata a terra, ma è sicura.
Anche le vibrazioni restano contenute: si percepiscono, ma non disturbano. Altrettanto poco fastidioso è stato il calore irradiato dal motore, che non si è avvertito né a velocità elevata né andando piano.

La Suzuki SV-7GX fa un'ottima figura ovunque, con qualche lieve riserva in autostrada.
Ciclistica della Suzuki SV-7GX: confortevole ma comunque abbastanza stabile
La ciclistica della SV-7GX è ciò che ha lasciato la migliore impressione nell'intero test. I componenti, soprattutto per questa fascia di prezzo, hanno una reattività bella fine e offrono uno smorzamento davvero confortevole su avvallamenti e colpi di ogni tipo. La morbida sella comfort amplifica ulteriormente questa sensazione. Purtroppo il tempo in sella non è stato sufficiente per valutare l'imbottitura anche in termini di comfort sulle lunghe distanze. A me personalmente basterebbero probabilmente già le sospensioni morbide per soddisfare a sufficienza il mio bisogno di relax.
Suzuki SV-7GX guidata in modo sportivo: giocosa tra le serpentine
Nella guida veloce emerge il motivo principale del giudizio convincente sulla ciclistica Suzuki. Anche aprendo con decisione il gas, aumentando sensibilmente l'angolo di piega e raggiungendolo più rapidamente, nonché incrementando in modo massiccio la pressione sui freni, la stabilità offerta resta comunque sufficiente.
Naturalmente la forcella affonda parecchio se si tira la leva del freno con forza, all'improvviso e senza alcuna progressione. Finché però si mantiene un minimo di delicatezza, con la Suzuki ci si può scatenare per bene tra le serpentine.
La taratura morbida delle sospensioni e l'agilità enorme suscitano inizialmente un certo scetticismo sulla strada verso il percorso di prova. Dopo i primi metri veloci su una strada decisamente impegnativa, però, lo scetticismo lascia subito spazio a una gioia pura. La maneggevolezza giocosa rimane: si entra in curva senza sforzo e in piega la moto si comporta in modo del tutto neutro.
Anche il motore, che entusiasma ai bassi, è davvero divertente agli alti. La curva di coppia infatti non è del tutto lineare; agli alti regimi il V2 aggiunge ancora un pizzico di grinta. L'acceleratore elettronico funziona senza strappi anche nella modalità A, la più aggressiva.

Nonostante la taratura morbida, la Suzuki SV-7GX regala tanto divertimento tra le serpentine.
Controllo di trazione, ABS e freni nella guida sportiva
Particolarmente positivo è che il controllo di trazione non interferisca in modo fastidioso nemmeno al livello 1, il più sportivo. La spia sul display si accende, ma non interviene in modo fastidioso nella guida.
Anche l'ABS, con una pressione progressiva sui freni, si fa sentire solo nelle zone di frenata sconnesse e anche lì resta discreto in senso positivo. La potenza frenante è molto buona. Il punto di pressione è morbido, ma si lascia comunque modulare facilmente a piacere.
Agli alti regimi il cambio elettronico mostra la stessa caratteristica che ai regimi più bassi e funziona quindi in modo soddisfacente, ma non del tutto impeccabile. Durante la prova, una volta, per un periodo prolungato ha rifiutato la scalata con il gas aperto. Solo una leggera variazione del regime ha permesso di eseguire il cambio marcia.
A parte questo, volare tra le serpentine con la Suzuki e sgranare le marce è semplicemente fantastico, senza dover viaggiare costantemente in zona ritiro patente. Per i viaggi in solitaria, anche con bagagli, secondo me non serve assolutamente più potenza, né sulle lunghe né sulle brevi distanze.
Poco feedback: il rovescio della medaglia di posizione in sella e agilità
Per quanto la guida veloce riesca facile, serve comunque un po' di fiducia cieca nella tecnica. In termini di feedback, infatti, la GX, come quasi tutte le moto con una simile geometria di seduta, si dimostra piuttosto modesta.
Sui tratti con asfalto scivoloso ho cercato volutamente di far scivolare un po' il posteriore. Me ne accorgevo sempre solo quando era già finita. Da un punto di vista puramente fisico, una moto con una posizione in sella così eretta e poco caricata sull'avantreno, un'impostazione molto agile e una taratura morbida delle sospensioni difficilmente può fornire un feedback particolarmente chiaro.

Per avere ancora più fiducia in piega, sulla SV-7GX sono stati montati nuovi pneumatici Bridgestone S23
Massimo angolo di piega e Bridgestone Battlax S23
La fiducia in pieghe sicure era trasmessa principalmente dagli ottimi pneumatici e dai generosi nottolini sotto le pedane. I piloti davvero sportivi potrebbero trovare questi ultimi fastidiosi. Per esigenze sportive nella media, il massimo angolo di piega è comunque sufficiente.
Per poter inquadrare correttamente il giudizio, prima della conclusione finale vanno chiariti due punti importanti. Il primo riguarda gli pneumatici. Per il confronto della Suzuki con altre moto, anch'esso effettuato, le condizioni dovevano essere il più possibile identiche. Per questo tutte le crossover di media cilindrata sono state equipaggiate con il Bridgestone Battlax S23.
Nella maggior parte dei casi un S23 conferisce a una moto un po' più di stabilità, ma spesso le toglie anche un po' della sua giocosità. Le crossover di media cilindrata, di per sé piuttosto agili, traggono tutte vantaggio dai nuovi pneumatici. L'S23 le aiuta tendenzialmente proprio là dove, a causa della loro impostazione, manca loro qualcosa. La trazione offerta è enorme. L'inserimento in curva resta leggero e neutro nonostante la maggiore stabilità. Inoltre l'S23 funziona molto bene anche sul bagnato: una vera gomma miracolosa.
Con gli pneumatici di primo equipaggiamento la Suzuki SV-7GX potrebbe quindi comportarsi in modo un po' diverso. Se meglio o peggio, nell'ambito di questo test non è possibile dirlo.

Alla Suzuki SV-7GX c'è poco da rimproverare
Stile di guida ideale e aspettative verso la SV-7GX
Il secondo punto importante per inquadrare il mio giudizio è il mio stile di guida personale. Vado forte ormai solo quando devo valutare le capacità sportive di una moto. Circa il 95 percento dei miei chilometri complessivi lo percorro a ritmo molto tranquillo. Di conseguenza apprezzo molto componenti delle sospensioni confortevoli e con una reattività fine. Le sospensioni dovrebbero essere sempre il più morbide possibile e solo tanto rigide quanto necessario. Sospensioni inutilmente rigide che "rimbalzano" mi mettono di cattivo umore.
Non sono quindi un pilota sportivo velocissimo e ultracapace, e per questo per me le doti sportive della Suzuki SV-7GX sono buone e decisamente sufficienti.
Chi viaggia tranquillo o ha uno stile di guida simile probabilmente la penserà allo stesso modo. Chi invece ama farlo sul serio troverà verosimilmente la GX troppo morbida, troppo bassa e forse anche troppo giocosa.
Consumi della Suzuki SV-7GX nel test in uso misto
Il consumo medio con un profilo di guida composto da circa 20 percento autostrada, 20 percento attacco a manetta, 20 percento centro abitato e 40 percento strade extraurbane percorse con calma è stato peraltro di 5,1 l per 100 chilometri. Rinunciando a uno stop & go davvero aggressivo nella guida veloce, sono possibili anche consumi tra 4 e 4,5 l.
Per chi è la scelta giusta la Suzuki SV-7GX?
Con questa resurrezione del V2 davvero riuscita potrebbero essere felici moltissime persone, garantito. Chi quindi può vivere senza cruise control e non cerca regolarmente e con accanimento di battere il proprio record sul percorso di casa, a lui o a lei posso consigliare caldamente la Suzuki SV-7GX!
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Suzuki SV-7GX 2026 - Considerazioni e recensioni di esperti
Schaaf
La Suzuki SV-7GX convince con una maneggevolezza giocosa, un elevato comfort di marcia e un V2 simpatico e decisamente versatile. Quickshifter, freni e sistemi di assistenza funzionano in modo solido, solo la mancanza del cruise control fa scuotere la testa. Chi vuole viaggiare in modo rilassato e giocoso, ma allo stesso tempo anche andare davvero forte tra le serpentine, trova in lei una crossover di media cilindrata assolutamente consigliabile.
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Fonte: 1000PS




















