Ducati Panigale V4 R 2026 in prova

Ducati Panigale V4 R 2026 in prova

Quasi 240 CV e comunque sorprendentemente controllabile

La nuova Ducati Panigale V4 R porta la tecnica del Mondiale Superbike su strada. Quasi 240 CV, cambio racing, nuova aerodinamica e un pacchetto elettronico da corsa la rendono estrema. Ma in pista sorprende non solo per la brutalità, ma anche per una sorprendente controllabilità.

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Pubblicato su 24/05/2026

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Ci sono moto di cui si parla in termini di praticità quotidiana, rapporto qualità-prezzo e comfort per il passeggero. E poi c'è la Ducati Panigale V4 R. Una moto che, pur avendo l'omologazione stradale, è nel suo nucleo un mezzo di omologazione per il Mondiale Superbike. La nuova generazione della V4 R vuole stringere ancora di più il ponte tecnico che Ducati costruisce tra produzione di serie e pista. E dopo i primi giri a Donington Park emerge chiaro: non è solo un tuono di marketing proveniente da Borgo Panigale. Questa Ducati si guida davvero come una moto da corsa che per caso si ritrova frecce, specchietti e portatarga.

Cos'è la nuova Ducati Panigale V4 R?

La Panigale V4 R non è semplicemente la sorella più cattiva della Panigale V4 S. È la base di omologazione Ducati per il Mondiale Superbike 2026 e per questo punta sul motore Desmosedici Stradale R da 998 centimetri cubici. Proprio questa cilindrata è determinante, perché consente la partecipazione al Mondiale Superbike. Mentre i modelli Panigale V4 standard gareggiano con cilindrata maggiore, la R resta più vicina al regolamento e quindi più vicina al mondo delle corse.

Ducati distribuisce nuovamente la V4 R come serie numerata. Nome del modello e numero di serie vengono incisi al laser direttamente sulla piastra di sterzo. Con questo la moto non punta solo a piloti da track day ambiziosi e racer, ma anche a collezionisti che vogliono un pezzo di tecnica racing Ducati in garage.

Motore: 998 cc, 16.500 giri e potenza quasi assurda

Il Desmosedici Stradale R rivisto resta uno dei motori di serie più affascinanti sul mercato. Nella configurazione Euro-5+ eroga 218 CV a 15.750 giri/min, il limite di regime è a 16.500 giri/min. Con l'impianto di scarico racing opzionale Akrapovič la potenza sale a 235 CV, e con l'olio Ducati Corse Performance sarebbero possibili addirittura 239 CV. Sono valori che pochi anni fa erano riservati a moto da corsa purosangue.

In pista questa potenza non è solo un numero sulla scheda tecnica, ma un'esperienza fisica. A Donington Park la pista sembra rimpicciolirsi. Curve in cui d'istinto si cerca la marcia successiva possono improvvisamente essere affrontate in seconda, perché il motore continua a girare e girare. Il pilota aspetta la spia del cambio, ma arriva più tardi del previsto. La V4 R vuole giri. Tanti giri. E premia il coraggio di tirare davvero il motore fino in fondo con una spinta brutale.

Nonostante ciò, la nuova V4 R non è brutale solo agli alti regimi. Ducati ha rivisto tra l'altro pistoni, albero motore, condotti di aspirazione, iniezione e sistema di aspirazione. I pistoni più leggeri dovrebbero ridurre l'attrito, l'albero motore modificato con inerzia maggiore dovrebbe rendere l'erogazione della potenza più uniforme. Secondo Ducati è stata migliorata soprattutto la coppia ai regimi bassi e medi. Ed è proprio questo il punto decisivo nella sensazione di guida: la nuova V4 R non appare domata, ma più accessibile rispetto alla sua predecessora.

Ducati Racing Gearbox: il folle ora si trova sotto la prima marcia

Una delle novità più interessanti è la Ducati Racing Gearbox. In questa configurazione da cambio racing il folle non si trova più tra prima e seconda, ma sotto la prima marcia. In pista questo significa: nessun rischio di trovare accidentalmente il folle durante le scalate aggressive. Esattamente come nel mondo delle corse. In più viene impiegato il Ducati Neutral Lock. Il folle può essere attivato solo tramite una leva sul manubrio destro. Suona come un dettaglio, ma è tipico della V4 R: qui non si è pensato a cosa sia comodo al bar, ma a cosa conta frenando forte all'ingresso curva.

Telaio e ciclistica: più sensazione, meno lotta

Nel modello precedente la Panigale V4 R era spettacolare, ma anche impegnativa. La nuova generazione resta estrema, ma appare più accessibile. Ed è forse proprio questo il progresso più importante. La nuova V4 R trasmette più sensazione, più fiducia e un collegamento migliore con il telaio. Resta una moto per esperti, ma costringe meno il pilota a una lotta permanente.

Tecnicamente questo corrisponde alle modifiche apportate al telaio. Il concetto di Front Frame rivisto continua a usare il motore come elemento portante, ma è stato ridotto nella rigidità laterale. Ducati parla del 40 percento in meno di rigidità laterale sul Front Frame e del 37 percento in meno di rigidità laterale sul nuovo forcellone Hollow Symmetrical. Il forcellone monobraccio è storia, al suo posto arriva una costruzione a doppio braccio. Dovrebbe essere più leggera, offrire più trazione e migliorare la maneggevolezza.

La V4 R rinuncia deliberatamente alla sospensione semiattiva. Al suo posto ci sono componenti Öhlins completamente meccaniche: davanti una forcella NPX25/30, dietro un monoammortizzatore TTX36 e uno sterzo idraulico regolabile. Questo si adatta al carattere della moto. La V4 R non vuole automaticamente appianare tutto per il pilota, ma essere uno strumento preciso che si può regolare con precisione.

Freni: brutalmente potenti, ma elettronicamente intelligenti

Le pinze monoblocco Brembo Hypure forniscono quel ritardo di frenata che ci si aspetta da una moto di questa potenza. Nella sensazione di guida la potenza frenante viene descritta semplicemente come "irreale". Ma decisivo non è solo il ritardo puro, bensì l'interazione con il sistema Race eCBS. In modalità ABS 1 resta attivo tramite il sistema frenante combinato un leggero effetto frenante sulla ruota posteriore anche quando il pilota ha già rilasciato il freno anteriore. Questo fa ruotare la moto in modo controllato dentro la curva. Il pilota percepisce movimento, scivolamento e rotazione, ma non come una minaccia di perdita di controllo, bensì come uno strumento elettronicamente controllato per la scelta della traiettoria. In ABS 2 o ABS 3 la moto torna a sentirsi più classica e familiare.

Tecnicamente la V4 R lavora anteriormente con dischi da 330 mm e pinze monoblocco Brembo Hypure a quattro pistoncini. Secondo Ducati il sistema riduce l'attrito residuo e migliora la dissipazione del calore. A questo si aggiunge una centralina Bosch 10.3ME con Race eCBS e funzione cornering.

Elettronica: non paternalistica, ma abilitante

Con quasi 240 CV in configurazione racing, è l'elettronica a decidere se una moto risulta affascinante o spaventosa. La nuova Panigale V4 R riceve il pacchetto Ducati completo: Race A, Race B, Sport, Road e Wet, oltre a quattro Power Mode, controllo di trazione, Wheelie Control, Slide Control, Engine Brake Control, Power Launch, quickshifter e il nuovo Ducati Vehicle Observer System.

Il sistema DVO simula, secondo Ducati, i dati di oltre 70 sensori virtuali e dovrebbe così permettere interventi più precisi e predittivi. In pista questa tecnologia non sembra una rete di sicurezza che soffoca il divertimento, ma un secondo cervello nella moto. Gli interventi sono percettibili, ma utili. Il pilota può addirittura seguire in tempo reale sul cruscotto quando entrano in funzione controllo di trazione e Slide Control. Si crea quasi una sensazione da videogioco: si inseguono i tempi sul giro, si vede l'attività dei controlli e allo stesso tempo si percepisce che un errore a queste velocità avrebbe conseguenze molto reali.

Il punto decisivo: l'elettronica non rende la V4 R lenta. La rende utilizzabile. Senza questi sistemi, una moto con questa potenza sarebbe semplicemente intimidatoria per la maggior parte dei piloti. Con essi, resta estrema ma controllabile.

Aerodinamica: le winglet erano ieri, ora arrivano i Corner Sidepod

Ducati ha rivisto in modo approfondito l'aerodinamica della Panigale V4 R. Le nuove carene dovrebbero ridurre la resistenza aerodinamica del quattro percento e allo stesso tempo migliorare il raffreddamento. Il flusso d'aria verso il radiatore dell'acqua aumenta, secondo Ducati, del nove percento, quello verso il radiatore dell'olio del 19 percento. Le winglet generano il 25 percento di deportanza in più rispetto alla Panigale V4 S.

Particolarmente spettacolari sono i nuovi Corner Sidepod. Ducati definisce la Panigale V4 R come la prima moto stradale con elementi di questo tipo. Dovrebbero generare un effetto suolo in piega e aumentare il carico sulla ruota anteriore. Mentre le winglet classiche agiscono soprattutto a moto verticale, i Sidepod dovrebbero aiutare a metà curva: più trazione, traiettoria più stretta, comportamento più stabile. Nella sensazione di guida questo sforzo aerodinamico si fonde con telaio ed elettronica in un pacchetto complessivo sorprendentemente stabile. La V4 R resta aggressiva, ma trasmette più fiducia del previsto. È proprio questo mix a renderla così impressionante: è pazzescamente veloce, ma non caotica.

Ergonomia: più tenuta, meno dispendio di forze

Ducati ha lavorato anche sui punti di contatto. La sella è stata resa più larga, più lunga e con una nuova superficie. Il serbatoio ha una nuova forma, la texture di grip nella zona delle ginocchia è stata migliorata, le pedane sono posizionate dieci millimetri più all'interno. L'obiettivo è più tenuta in frenata, meno carico sulle braccia e una posizione migliore dietro la carenatura.

In pista questo non è secondario. Chi guida una moto con questa potenza e questo ritardo di frenata ha bisogno di tenuta. Meno forza deve sprecare il pilota, più a lungo resta la precisione. È proprio qui che la nuova V4 R appare più matura rispetto al passato. È ancora fisica, ma non più così tanto contro il pilota.

Gomme e condizioni del test: niente slick, niente termocoperte, eppure follemente veloce

Particolarmente interessante nel test a Donington: si è guidato su gomme standard, senza termocoperte. Per questo i primi giri erano da affrontare con cautela, ma allo stesso tempo si poteva percepire bene come la moto lavori al limite della trazione. Non appena temperatura e fiducia erano presenti, si poteva aprire sempre di più il gas in uscita curva e lasciare lavorare l'elettronica. Di serie la Panigale V4 R monta Pirelli Diablo Supercorsa SP V4 in 120/70 ZR17 davanti e 200/60 ZR17 dietro. Per l'uso in pista si possono montare slick Pirelli Diablo Superbike in 125/70 davanti e 200/65 dietro.

Uso quotidiano? In teoria sì. In pratica: piuttosto no.

Naturalmente la Ducati Panigale V4 R possiede l'omologazione stradale. Ci sono specchietti, luci, portatarga e modalità di guida per Road e Wet. Ma nessuno dovrebbe farsi illusioni: questa moto non è stata costruita per andare tranquillamente al lavoro. È stata costruita per inseguire tempi sul giro in pista. L'altezza sella è di 855 millimetri, il serbatoio contiene 17 litri, il peso a secco senza carburante è di 186,5 chilogrammi. Con l'impianto racing il peso scende ulteriormente. Per una moto con questa potenza suona impressionante, ma l'ergonomia, il carattere del motore e l'intero setup gridano track day, non giro dopo il lavoro.

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La Ducati Panigale V4 R non è una normale supersportiva, ma una moto da corsa omologata per la strada. Il suo punto di forza maggiore sta nel fatto che, nonostante una potenza quasi assurda, non risulta incontrollabile. Motore, telaio, aerodinamica, freni ed elettronica si incastrano tra loro con tale precisione che la V4 R resta estremamente veloce, ma sorprendentemente guidabile con fiducia. Per la strada è chiaramente sovradimensionata, ma in pista è uno strumento affascinantemente affilato.


potenza motrice brutale fino a 235 o 239 CV in configurazione racing

V4 da 998 cc grintoso con vero carattere racing

nettamente più guidabile e accessibile rispetto alla predecessora

forte feedback del telaio e molta fiducia in ingresso curva

impianto frenante Brembo Hypure estremamente efficace

elettronica molto raffinata con DVO, controllo di trazione, Slide Control e Race eCBS

cambio racing con folle sotto la prima marcia

aerodinamica elaborata con winglet e Corner Sidepod

componenti di sospensione Öhlins di alta qualità

molto vicina alla tecnica del Mondiale Superbike

massicciamente sovradimensionata per la strada

elevato impegno fisico e di guida richiesto

potenza enorme potenzialmente intimidatoria senza elettronica

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Fonte: 1000PS

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