Già il predecessore, il V02, si è fatto un nome nei paddock grazie alle sue caratteristiche docili e alla lunga durata. Disponibile in diverse mescole, ha regalato molte soddisfazioni soprattutto ai piloti dei trackday, su asfalti e temperature differenti. Tuttavia, quando si trattava di lottare per gli ultimi decimi, il V02 mostrava ancora margine di miglioramento in alcuni ambiti. È proprio qui che Bridgestone interviene, offrendoci con il nuovo V03, completamente riprogettato, il materiale per colmare questo piccolo divario. Grazie alla grande esperienza maturata soprattutto nel Mondiale Endurance, gli ingegneri hanno riversato il loro know-how nel nuovo slick, migliorandolo in particolare in termini di prestazioni.

Bridgestone V03 Slick nel test: più grip, stabilità e velocità
Nuovo Bridgestone V03: vantaggi evidenti rispetto al V02
Il nuovo Bridgestone V03 dimostra subito in pista di essere ben più di una semplice evoluzione del V02. Più grip, più stabilità e un feedback impressionante lo rendono il pneumatico ideale per i piloti da trackday ambiziosi e i racer alla ricerca degli ultimi decimi.
&width=72&height=72&bgcolor=rgba_39_42_44_0&mode=crop)
Martin_Bauer
Pubblicato su 07/12/2025
Cosa cambia adesso?
Praticamente tutto. Dalla carcassa al profilo fino alla mescola, Bridgestone ha sottoposto l'intera struttura a un rinnovamento completo.
La carcassa è stata ampliata con il GP-Belt, una cintura aggiuntiva, che consente di aumentare l'area di contatto proprio dove conta di più, ovvero in piega. Questo dovrebbe non solo aumentare il grip laterale, ma anche il grip in accelerazione all'uscita di curva.
Contestualmente è stato adattato anche il profilo del pneumatico. Sull'anteriore, il diametro nella zona centrale non è cambiato. Verso il fianco, invece, il nuovo V03 è costruito in modo più con tanta coppia, risultando così con un profilo non più così appuntito. Questo dovrebbe portare vantaggi non solo in termini di area di contatto, ma anche di stabilità, soprattutto in fase di inserimento in curva. A seconda della flessione, questo offre anche maggiori possibilità di regolare lo smorzamento intrinseco del pneumatico.
Sul posteriore si è seguita una strada diversa. Qui il diametro interno è stato aumentato di circa 7 mm, lasciando quasi invariato il fianco. Questo fa inclinare leggermente la moto in avanti durante la marcia rettilinea, generando una geometria più svelto che dovrebbe compensare la forma leggermente più con tanta coppia. Da tenere in considerazione anche un altro aspetto: chi passa dal V02 al V03 può optare per un rapporto finale più corto, dato che viene compensato dal diametro maggiore del pneumatico.
Per quanto riguarda le mescole, a seconda delle temperature ambientali sono disponibili opzioni diverse. All'anteriore si può scegliere tra 2 mescole: Soft-Medium e Soft.
Al posteriore sono disponibili ben 3 mescole: Medium, Soft e Sprint.
In linea di massima, per Bridgestone si può assumere che le mescole più morbide siano indicate per temperature più fredde e quelle più dure per temperature più calde, al contrario di quanto avviene per alcuni marchi concorrenti. Con la mescola Sprint, però, si vuole offrire al pilota un grip particolarmente elevato indipendentemente dalla temperatura, per ottenere ancora più prestazioni su distanze più brevi.
La dimensione fa la differenza
I nuovi slick V03 saranno disponibili nelle misure 120/70 R17 e 200/60 R17 a partire dall'inizio del 2026. Dal 2027 seguirà anche la misura più piccola 190/60 R17.
Tanto per la teoria, ora passiamo alla pratica.
Test in pista:
Già al primo contatto con il nuovo Bridgestone V03 è risultato chiaro che questo pneumatico è ben più di un semplice aggiornamento del modello. Le condizioni per questo test non avrebbero potuto essere migliori: diverse superbike, condizioni meteo costanti e, con il Chang International Circuit, una pista moderna che richiede allo stesso tempo grip, cambi di direzione rapidi e alta stabilità. Bridgestone ci aveva inoltre preparato alla perfezione. Così abbiamo potuto non solo effettuare il confronto diretto tra V02 e V03, ma anche viverlo su quattro moto diverse: Honda Fireblade, Yamaha R1, BMW S1000RR/S1000R e Ducati Panigale V4 S.
La giornata di test è iniziata volutamente in modo classico con il V02, per avere un riferimento fresco. Non appena è stato montato il V03 e siamo usciti dalla corsia box, la differenza si è manifestata immediatamente e senza margine di interpretazione. Dove il V02 risultava ancora vivace, in alcuni casi quasi nervoso, il V03 si è presentato con una nuova calma e stabilità. Già in fase di inserimento in curva, i due pneumatici si comportavano come il giorno e la notte. Soprattutto su moto che per natura portano un po' di irrequietezza, la BMW S1000RR ne è un buon esempio, il V03 trasmette un impressionante livello di ground-feeling, fiducia e feedback prevedibile. Anche la marcia in rettilineo risulta più rilassata e precisa.
Questa enorme differenza non è casuale, poiché Bridgestone ha lavorato intensamente sulla struttura di base. L'anteriore, ora più con tanta coppia, fornisce uno smorzamento intrinseco sensibilmente maggiore e aumenta il controllo e la stabilità in piega. L'anteriore stesso è costruito in modo percepibilmente più morbido, il che aiuta soprattutto quando dossi o situazioni limite mettono sotto stress l'anteriore. Il feedback resta calmo, pulito e chiaro. Il posteriore, invece, è stato ampliato nel diametro al centro, generando un profilo più appuntito. In combinazione con i fianchi rimasti quasi invariati, si ottiene un'area di contatto più ampia e sfruttabile in modo più efficace, che migliora il grip non solo tramite la mescola, ma anche tramite la geometria. La carcassa rigida resta caratteristica del posteriore, il che in determinate condizioni può portare a una leggera tendenza al chattering su dossi duri, ma nel complesso offre un comportamento di guida molto stabile.
In pista questa nuova interazione tra flessibilità e stabilità si manifesta molto chiaramente. Il V03 richiede in fase di inserimento in curva un po' più di decisione rispetto al V02, ma molte moto si possono adattare perfettamente con una piccola regolazione della geometria, come ad esempio un retrotreno più alto. Una volta effettuata questa messa a punto, i vantaggi del V03 emergono ancora più chiaramente: un anteriore calmo, una stabilità impressionante anche al limite e una sensazione precisa e prevedibile in ogni fase della curva. È proprio qui che il pneumatico esprime il suo grande punto di forza, soprattutto su moto che possono trarre beneficio da un po' più di calma nell'assetto.
Per quanto riguarda le mescole, Bridgestone attinge a molto know-how proveniente dal Mondiale Endurance e da precedenti impieghi in MotoGP. La nuova mescola Sprint, più morbida, non porta solo il massimo grip, ma anche ulteriore flessibilità alla rigida carcassa posteriore. Il risultato complessivo è un pneumatico che convince sia per grip che per flessibilità. Inoltre copre una finestra di temperatura molto ampia e può essere utilizzata sia su asfalto freddo che caldo. Questo renderà probabilmente la scelta del pneumatico molto più semplice per molti utenti.
Anche la durata impressiona. Nelle nostre sessioni con 10-20 giri veloci, sia l'anteriore che il posteriore hanno mostrato profili di usura puliti e uniformi. Il grip iniziale è particolarmente forte, cala leggermente dopo pochi giri, ma resta poi stabile per lungo tempo. La mescola Sprint sul posteriore offre naturalmente il grip più alto e mostra comunque, anche dopo 15 giri veloci, una performance sorprendentemente solida. Particolarmente positivo: anche sull'asfalto molto aderente di Chang i fianchi sono rimasti puliti e uniformi, un punto di forza già presente nel V02 e ritrovato nel V03.
Le pressioni ottimali si mantengono sui livelli noti: 2,3 bar anteriore, 1,6-1,8 bar posteriore a caldo. Con queste pressioni il V03 mostra la sua migliore combinazione di grip, stabilità e feedback.
Il V03 sarà disponibile inizialmente nelle misure 120/70 17 e 200/60/17. La misura leggermente più piccola, la 190, sarà disponibile solo a partire dal 2027.
Conclusione:
In sintesi, il Bridgestone V03 rappresenta un chiaro passo avanti. Conferisce alla moto una calma sensibilmente maggiore, trasmette una sensazione di prim'ordine del fondo stradale e combina grip e stabilità a un livello che supera il V02 in quasi tutti gli ambiti. Un pneumatico che non è stato migliorato solo sulla scheda tecnica, ma i cui vantaggi si percepiscono chiaramente già nei primi metri.
Pro:
- Comportamento di guida più calmo
- Alta durata
- Nuova mescola Sprint per un'ampia finestra di temperatura
Contro:
- Leggermente soggetto a chattering su dossi e assetti morbidi
Altri test pneumatici in pista
Conclusione: Bridgestone V03 Slick: più calma e stabilità
Il V03 è una riprogettazione radicale, dalla carcassa al profilo fino alla mescola. Nel confronto diretto con il V02 sul Chang International Circuit, la differenza si manifesta subito e senza margine di interpretazione. Dove il V02 risultava vivace e in parte nervoso, il V03 si presenta con una nuova calma e stabilità. Soprattutto su moto irrequiete come la S1000RR, l'anteriore più con tanta coppia offre più smorzamento intrinseco, più ground-feeling e feedback prevedibile. In fase di inserimento in curva richiede un po' più di decisione rispetto al V02, ma si può regolare bene con una piccola modifica della geometria. La nuova mescola Sprint offre grip elevato e copre un'ampia finestra di temperatura, sia su asfalto freddo che caldo, semplificando la scelta del pneumatico. La durata convince: il grip iniziale cala leggermente dopo pochi giri, ma resta poi stabile a lungo, anche dopo 15 giri veloci. Su dossi pronunciati, la rigida carcassa posteriore può tendere leggermente al chattering. Per i piloti da trackday che desiderano una moto calma e controllabile, il V03 è chiaramente la scelta migliore rispetto al predecessore.
Bridgestone V03 Slick nel test: più grip, stabilità e velocità immagini
Fonte: 1000PS

