Arrivo dal table e già in aria lo so: era un po' troppo motivato. In questi momenti si ha una quantità sorprendente di tempo per pensare. Per esempio al motivo per cui un contadino con quasi mezza tonnellata di ATV sotto il sedere debba per forza volare. Aspetto quindi l'impatto, il metallico colpo a fondo e il successivo appuntamento dall'ortopedico. L'atterraggio arriva duro e diretto nel piano. La Redstone si comprime, calma la sua massa e continua a marciare come se niente fosse. Solo il pilota rimane per un attimo con un'aria un po' rimbambita.
Proprio in quel momento è stato chiaro: la vera sensazione di questo mezzo non sta tra i tubi del telaio, ma sotto di essi. Di potenza ormai gli ATV forti ne hanno a sufficienza. Ciò che conta è se il resto del veicolo sappia farne qualcosa. La Redstone si sente solida, massiccia e affidabile. E poiché Benda avvolge il tutto in una carrozzeria piuttosto futuristica, il mezzo appare, accanto a tanti attrezzi da lavoro conservativi, quasi come un accessorio di scena uscito da un film di fantascienza.

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