Ducati Superleggera V4 Centenario - Il sogno MotoGP per la strada

Ducati Superleggera V4 Centenario - Il sogno MotoGP per la strada

La moto supersportiva più estrema di sempre di Ducati

Con la Ducati Superleggera V4 Centenario, Ducati presenta ancora una volta una moto che deve essere intesa meno come un veicolo di serie e più come un manifesto tecnico. È ricca di novità tecniche mondiali e dei materiali più pregiati che trovano posto su due ruote. Il pilota e tecnico Martin Bauer analizza la sportiva estrema di Ducati.

Martin_Bauer

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Pubblicato su 27/03/2026

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Immerso nel contesto ricco di tradizione attorno a Modena, non lontano da Bologna, nasce qui un prodotto che dissolve quasi completamente i confini tra pista e strada. La Superleggera è ormai giunta alla sua quarta generazione e resta fedele alla propria filosofia: è l'ammiraglia senza compromessi del marchio. Sebbene esteticamente ricordi fortemente la nota Ducati Panigale V4, quasi ogni dettaglio è stato rivisto o completamente ripensato. Particolarmente evidente è l'uso sistematico del carbonio - e proprio in ambiti che finora nella produzione di serie erano considerati quasi intoccabili.

Con una produzione rigorosamente limitata a sole 500 unità in tutto il mondo, la Superleggera resta un pezzo da collezione esclusivo. Allo stesso tempo è completamente omologata per l'uso su strada - una circostanza che rende le sue prestazioni tecniche ancora più notevoli.

Dalla Superleggera 1199 non sono passati solo 12 anni, ma anche la tecnica ha fatto grandi passi avanti nel corso delle due generazioni Superleggera susseguitesi da allora.

Fino a 247 CV! - Il motore della Ducati Superleggera V4 Centenario

Il cuore della Superleggera si basa sul DNA racing della Panigale V4R, ma è stato sviluppato mirando a offrire prestazioni massime sia su strada che in pista. Mentre nel Campionato del Mondo Superbike vige un limite di cilindrata di 1.000 centimetri cubici, Ducati sfrutta con la Superleggera la libertà di una moto che non deve sottostare ai vincoli di un regolamento e aumenta la cilindrata a 1.103 centimetri cubici.

Questo aumento avviene tramite una corsa maggiorata, il che porta direttamente a una coppia superiore. Proprio nel regime di giri basso e medio la moto beneficia quindi di una ripresa nettamente maggiore. La potenza raggiunge già nella configurazione di serie ben 228 CV e può essere portata fino a 247 CV nella configurazione opzionale Race con impianto di scarico Race. Con la cilindrata maggiorata non si ha ora solo tanta potenza massima, ma anche la coppia, ancora più importante per la strada. Questo non è infatti la priorità principale della V4R, costruita in primo luogo per la pista, da cui deriva il motore base.

Più potenza, meno peso! Sembra semplice, ma al livello di una Superleggera richiede l'ottimizzazione di ogni singolo componente, per quanto piccolo.

Ma il puro incremento di potenza è solo una parte della storia. Ducati punta con coerenza sulla riduzione del peso all'interno del motore. Valvole in titanio nella zona di aspirazione, numerose viti in titanio e un albero motore appositamente ottimizzato riducono notevolmente il peso complessivo e le masse rotanti. Quest'ultimo è stato non solo reso più leggero, ma anche ottimizzato aerodinamicamente per minimizzare le resistenze nel bagno d'olio. A completare il tutto, l'impiego di pesi in tungsteno che generano una centralizzazione delle masse.

In totale il motore viene alleggerito di circa 3,6 chilogrammi rispetto alla Panigale, di cui 1,1 chilogrammi solo sull'albero motore.

Nel cambio Racing di Ducati, montato anche sulla Superleggera V4 Centenario, il folle si trova sotto la prima marcia.

Naturalmente sulla Superleggera viene impiegato anche il nuovo cambio Racing. Qui il folle non si trova come di consueto tra prima e seconda marcia, ma è nascosto "sotto" la prima marcia. Così, nel passaggio dalla prima alla seconda marcia, non è necessario passare per il folle. Questo consente un cambio marcia più breve e soprattutto più preciso. Per evitare di finire accidentalmente in folle durante scalate frettolose in piena battaglia in curva, sul manubrio si può attivare un blocco del folle.

Quasi irriconoscibile come telaio - Il telaio della Ducati Superleggera V4 Centenario

Nel telaio si vede in modo particolarmente evidente quanto lo sviluppo sia stato influenzato dalle conoscenze acquisite in MotoGP. Mentre in passato la massima rigidità era l'obiettivo primario, oggi Ducati punta consapevolmente su un comportamento flessibile controllato, per migliorare la guidabilità in curva.

Il telaio della Superleggera è ormai difficilmente riconoscibile come telaio classico. Si tratta piuttosto di una struttura estremamente compatta, simile a un monoscocca, in carbonio, che si occupa solamente del collegamento tra motore e cannotto di sterzo. Grazie a un'accurata disposizione degli strati di materiale, Ducati riesce a definire con precisione sia la rigidità torsionale che quella longitudinale, risparmiando circa il 20% del peso.

Il complesso telaio monoscocca è realizzato in carbonio dalla piastra di sterzo fino al retrotreno, così come il forcellone, i freni, le forcelle e i cerchi della Superleggera.

Anche il forcellone è interamente in carbonio - un componente che nella produzione di serie si trova solo molto raramente in questa forma. La sua struttura cava richiede un processo produttivo altamente complesso, in cui tra l'altro si lavora con vesciche gonfiabili. Inoltre Ducati integra direttamente nella struttura un codice QR, che permette una tracciabilità completa di ogni singolo componente.

Anche il telaietto posteriore segue il principio dell'alleggerimento ed è realizzato come elemento autoportante in carbonio. Nel complesso, il telaio contribuisce in modo determinante a ridurre ulteriormente il peso totale della moto e a ottimizzare al contempo la dinamica di guida.

Prima forcella in carbonio su una moto di serie - Ducati Superleggera V4 Centenario

Nell'ambito delle sospensioni Ducati collabora a stretto contatto con Öhlins e punta su componenti derivati direttamente dal racing. La forcella anteriore rappresenta in questo senso uno dei punti salienti tecnici più rilevanti.

Per la prima volta sulla forcella NPX25/30 vengono impiegati steli esterni in carbonio - un'innovazione finora inesistente nella produzione di moto di serie. Poiché il carbonio reagisce in modo sensibile a sollecitazioni puntuali, è stato necessario sviluppare una soluzione ibrida. Nei punti particolarmente sollecitati, come ad esempio nella zona di serraggio, vengono utilizzati inserti in alluminio per garantire la stabilità necessaria nel bloccaggio nelle piastre di sterzo.

La forcella Öhlins NPX25/30, con i suoi steli esterni in carbonio, rappresenta una novità mondiale assoluta nell'ambito delle moto di serie.

Anche all'interno della forcella vengono impiegati componenti racing di alta qualità, tra cui un sistema Closed-Cartridge che garantisce le massime prestazioni. Solo grazie alla costruzione della forcella si ottiene un risparmio di peso fino a un chilogrammo.

Anche il monoammortizzatore posteriore TTX si basa su una versione lightweight appositamente sviluppata e contribuisce a un'ulteriore riduzione delle masse non sospese. In combinazione con i cerchi in carbonio ne risulta un assetto estremamente agile in grado di garantire un comportamento di inserimento in curva preciso.

Ducati Superleggera V4 Centenario con freni in carbonio nonostante l'omologazione stradale

Un altro capitolo rivoluzionario Ducati lo scrive insieme a Brembo nell'ambito della tecnologia frenante. Mentre i dischi freno in carbonio sono ormai da tempo affermati nel racing, finora erano considerati inadatti all'uso stradale, poiché sviluppano la loro piena efficacia solo ad alte temperature.

La soluzione risiede in una nuova mescola carbonio-ceramica sviluppata appositamente, che consente di ottenere una potenza frenante affidabile già a basse temperature. Si riesce così per la prima volta a coniugare i vantaggi dei freni in carbonio, ossia peso ridotto e alta resistenza, con le esigenze dell'uso stradale. Grazie al peso ridotto del carbonio è possibile qui salire anche a diametri generosi e favorevoli alla decelerazione di 340mm con 8mm di spessore.

Finora i freni in carbonio erano considerati inutilizzabili nella circolazione stradale pubblica. Con la Superleggera V4 Centenario questo cambia.

I dischi freno non offrono solo una potenza di decelerazione eccezionale, ma riducono anche notevolmente le masse rotanti sulla ruota anteriore. Ciò si ripercuote direttamente sull'agilità e sul comportamento della moto. Ciò che nel racing è "state of the art" ha così fatto il suo ingresso per la prima volta nella costruzione di veicoli stradali.

La nuova Superleggera V4 arriva naturalmente con cerchi in carbonio

Ciò che forse viene già classificato come "più ordinario" è l'impiego della tecnologia del carbonio sui cerchi. Da tempo esistono questi pregiati componenti come opzione di aggiornamento per alcune moto, ma raramente con omologazione o immatricolazione stradale. Il carbonio, soprattutto per quanto riguarda gli shock load, è molto sensibile, e questo nell'uso intenso su strada, nell'area della ruota, può diventare rapidamente pericoloso. Per questo nella produzione è stato necessario superare numerosi test rigorosi e rispettare specifiche di fabbricazione molto precise per soddisfare tali requisiti. Grazie a un'intensa collaborazione con l'azienda BST, anche questo ostacolo è stato superato.

Con tutto l'high-tech ai massimi livelli presente nella Ducati Superleggera V4 Centenario, i pregiati cerchi in carbonio BST passano quasi in secondo piano.

High-tech e ottimizzazioni ovunque si guardi - Ducati Superleggera V4 Centenario

La Superleggera V4 Centenario è un concentrato di innovazioni tecnologiche. Particolarmente degno di nota è l'impiego sistematico del carbonio in quasi tutti i settori della moto - dal telaio al forcellone, fino alla forcella e alle ruote.

Altrettanto impressionante è la profondità di dettaglio con cui Ducati affronta l'ottimizzazione del peso. Ogni componente viene messo in discussione, ogni grammo risparmiato, senza scendere a compromessi su stabilità o sicurezza.

Il fatto che la Ducati Superleggera, con la sua potenza brutale e la tecnologia racing, sia riuscita a ottenere l'omologazione stradale è di per sé una sensazione.

Un altro punto saliente è la combinazione tra prestazioni estreme e omologazione stradale completa. Nonostante la sua vicinanza al mondo delle corse, la Superleggera resta una moto che può essere legalmente guidata su strada pubblica. Si tratta di un equilibrio che pochi costruttori riescono a padroneggiare in questa forma.

Con un prezzo di circa 150.000 euro e la rigorosa limitazione a 500 esemplari, la moto si rivolge a un target molto esclusivo e probabilmente resterà inaccessibile alla maggior parte di noi. Tuttavia svolge un ruolo importante: dimostra ciò che è tecnicamente possibile quando i limiti economici passano in secondo piano.

Non si può portare più MotoGP sulla strada pubblica di così!

La Ducati Superleggera V4 Centenario è finora il tentativo più coerente di portare la tecnologia MotoGP su strada. Combina prestazioni estreme, alleggerimento radicale e materiali innovativi in un pacchetto complessivo che non ha eguali.

Naturalmente resta un prodotto di nicchia - molto esclusivo, troppo costoso e troppo senza compromessi per l'uso quotidiano di molti motociclisti. Ma è proprio in questo che risiede il suo fascino. Non è una moto per tutti, bensì un simbolo di ciò che è tecnicamente realizzabile oggi e uno sguardo su ciò che forse in futuro troveremo anche nelle moto supersportive di serie, in versione ridotta.

Fatto sta: con 247 CV e soli 173 kg, con la nuova Ducati Superleggera V4 Centenario ci si avvicina, come moto omologata per la strada, più che mai alla MotoGP!

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Fonte: 1000PS

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